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13 maggio 2011

Napoli: più illegalità per tutti!

Eccomi di nuovo a scrivere su Camminando Scalzi. Questa volta, purtroppo, parliamo di Napoli. Di Napoli e delle ultime vergognose dichiarazioni del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Pare che abbia promesso di bloccare le demolizioni degli abusi edilizi fino alla fine del 2011. Abusi così gravi da essere rimasti tali dopo numerosi condoni edilizi, abusi fronteggiati da tutte le associazioni che difendono ambiente e cittadini... Abusi che non si meritano proprio nessun premio, anzi...
In una città che di illegalità sta morendo, ecco che chi dovrebbe guidare con l'esempio promette un po' di illegalità impunita!
A Napoli non c'è bisogno di "aiuti" del genere, e soprattutto a Napoli non c'è posto per le promesse di uomini corrotti. Napoli ha bisogno di persone che ri-insegnino a tutti i cittadini che legalità e impegno sono la chiave per una vera rinascita. Le amministrative sono una grande opportunità di cambiamento. Se non altro per dare un chiaro segnale di che cosa conta per i cittadini napoletani. Mi auguro che diventino la scintilla del cambiamento... Incrociamo le dita!

7 aprile 2011

Addio Metrò del Mare

Siamo alle solite. Quando si parla di investire sul Sud d'Italia, quando si dichiara che il turismo deve diventare una risorsa reale delle economie delle Regioni meridionali, quando si pianifica una crescita nel tempo grazie ad interventi programmati ed efficaci, probabilmente si tratta della solita barzelletta raccontata da 150 anni agli italiani.
Nel 2000 in Campania è stato istituito un servizio chiamato Metrò del Mare. Una serie di collegamenti via mare a servizio di pendolari e turisti che aveva l'obiettivo di collegare in modo rapido le fantastiche e svariate località della costa campana, smaltendo così anche il sempre congestionato traffico automobilistico che, soprattutto nei mesi estivi, rende difficoltosi gli spostamenti, demoralizzando anche i turisti più volenterosi.
Tutti i porticcioli più o meno grandi delle località previste come tappe degli aliscafi, sono stati, nel corso di questi anni, potenziati e resi adatti all'attracco delle grandi navi per il trasporto dei passeggeri. Il traffico automobilistico è diminuito, il turismo è aumentato, gli stranieri hanno ricominciato a fare capolino nelle località più isolate e quasi dimenticate. Insomma un successo.
E che cosa si fa a 11 anni di distanza dalla creazione di questo formidabile servizio?  Si elimina. Fine della storia.
I numerosi tagli apportati alla Regione Campania, si ripercuotono sui trasporti e sul turismo. Non si tratta di una cattiva gestione dei fondi, spiegano gli assessori regionali ai Trasporti e al Turismo, è reale mancanza di soldi da investire in questo progetto. E dunque dopo una parentesi di civiltà, si ripiomba nella disorganizzazione e nel caos. E località come Velia, Paestum, Oplonti, Cuma, Baia, Ercolano, Pompei, Palinuro, Capri, Acciaroli, ritorneranno nel dimenticatoio dei posti irragiungibili.
Parliamo di risorse eccezionali, posti incantevoli che andrebbero rivalutati e che dovrebbero costituire uno dei punti di forza del turismo in Italia. Risorse che appartengono a quel Sud con mille problemi che, per una volta, stava cercando di risollevarsi in modo straordinario. E invece stop, chiusi i rubinetti e chi se ne frega.

11 novembre 2010

Alla scoperta di Napoli

Panorama di Napoli dal Vomero.
Se avete letto qualcosa qua e là nei miei post avrete capito che sono nata e cresciuta a Napoli. Dopo essermi laureata alla Federico II in Architettura, i miei sogni di studente modello si sono infranti contro l'invalicabile muro della realtà partenopea, e così quelli che ritenevo solo luoghi comuni sull'impossibilità di trovare un lavoro, si sono trasformati in realtà, nella mia realtà. Dopo un anno di quello che simpaticamente nella mia città chiamano lavoro, ma che io mi divertivo a chiamare piuttosto volontariato (cioè farsi sfruttare gratis dall'architetto di turno perché, si sa, noi giovani abbiamo tanto da imparare) ho deciso di andarmene via da una città che stava distruggendo i miei sogni.
Così, tra gli sguardi stupiti di chi continuava a ripetermi che dovevo ritenermi fortunata perché io almeno un lavoro ce l'avevo (per la definizione di lavoro vedi sopra...), ho preso tutte le mie cose e sono partita.

Andersene è sempre difficile. Qualunque siano le motivazioni, quando si lascia il luogo che si ama e dove ci sono le proprie radici, si soffre tanto. E questo vorrei dirlo soprattutto a chi è convinto che noi ce ne andiamo per un insano piacere di scappare da ciò che amiamo. Vorrei dirlo a chi è nato nelle città che amorevolmente ci accolgono, spingendoli a riflettere che è molto meglio essere costretti ad accogliere come loro, piuttosto che a scappare, come noi.

Vivo a Milano da 6 anni e ogni volta che ritorno a Napoli mi sento una turista.
E da turista Napoli è davvero la città più bella del mondo. Arte, calore, paesaggi, e poi quel panorama che fa trattenere il respiro...
Da lontano i colori della mia città mi sembrano più belli, irresistibili, esplosivi. Da lontano anche i problemi, i disagi, gli eventi che flagellano la mia terra mi sembrano diversi. Riesco a vedere le cose da un'altra prospettiva, più distaccata per certi versi, più intensa per altri.
Così ho deciso pian piano di raccontarvi la mia bella Napoli, un po' per volta, per come la conosco io, una giovane che ci è cresciuta, l'ha amata e l'ha odiata con tutta se stessa, è fuggita lontano e ogni giorno vorrebbe tornarci... Come un tour turistico a 360°, attraverso i segreti, le bellezze, le contraddizioni di una città nascosta che per molti è un universo inesplorato che si nasconde dietro le brutte notizie che da sempre ascoltiamo in televisione. Perché Napoli non è solo sparatorie, delinquenza e spazzatura. Non è un inferno da evitare come la morte, Napoli è arte, calore della gente, amore, ospitalità, buon cibo, archeologia, mare, musica, teatro... E potrei andare avanti a lungo.
Luci e ombre di Napoli secondo me, attraverso gli occhi (pieni di lacrime) di chi ha deciso di andarsene.

26 ottobre 2010

Fuitevenne 'a Napoli


Leggo spesso il blog di Beppe Grillo. Ed è lì che mi sono passate sotto gli occhi queste parole...

www.beppegrillo.it - Lettera da Terzigno

Sono nata e cresciuta a Napoli. Napoli è la mia terra d'origine, il luogo dove continuo a sentirmi a casa, nonostante non viva più lì fisicamente da tanti anni. Quando si parla di radici credo si intenda questo: sentire che la tua linfa vitale si rigenera in quei luoghi, guardando quei paesaggi, assaporando quel buon cibo, e ascoltando quelle buffe persone che ridono sempre... Sì, ridono perché sono ottimisti e non hanno più voglia di lamentarsi. Potrebbero farlo, ogni giorno. Anzi dovrebbero.
Su di Napoli si dicono tante cose. Chi se ne va via, come me, deve ben presto far suo un repertorio, quasi di difesa, che scatta alla prima parola pronunciata... 

"Mi scusi, buongiorno... "
"Ah, ma lei è di Napoli, che bella città... Peccato però che voi napoletani..."

Certo, noi napoletani. Come se nascessimo con un peccato originale... Come se fossimo una categoria a parte con l'nsano piacere di vivere nella monnezza, mangiando pizza e mozzarella di bufala e cantando canzoni di Gigi D'Alessio. Come se nel nostro DNA fossimo segnati dal gene dell'illegalità e della sporcizia, come se ci piacesse vedere i nostri figli rimanere fino a 40 anni a casa in cerca di qualcosa da fare, qualunque cosa. O in alternativa ci sentissimo realizzati ad aiutarli a fuggire il più lontano possibile, per trovare in un'altra terra quello che in tutti i paesi civili esiste, la possibilità di guadarsi da vivere onestamente.

Io vivo a Milano. Ancora oggi i miei amici sono convinti che io sia qui perché ho scelto per piacere di venire a vivere in questa città, tipo esperienza post laurea, progetto Erasmus o Leonardo che si dir si voglia. Come se fosse un gioco e potessi tornare indietro in qualunque momento ne avessi voglia.

Per diversi anni sono stata arrabbiata. Arrabbiata perché quella scelta è vero esiste, ma è una scelta crudele: restare e lottare per una vita, probabilmente senza ottenere quello che si vuole (dovrei eliminare il probabilmente, ma rimango un'inguaribile ottimista napoletana), o andarsene, il più lontano possibile, seguendo il triste e rassegnato consiglio che il grande Edoardo de Filippo ebbe il coraggio di dare ai giovani napoletani... Fuitevenne 'a Napoli, disse, Fuggite da Napoli.
Ogni giorno ascolto in tv le macabre notizie che vengono date dai telegiornali circa gli avvenimenti della mia terra, ogni giorno ascolto le chiacchiere da bar che chiunque fa in giro per Milano commentando e discutendo su quei posti da evitare come l'inferno. Tutti hanno la soluzione. Tutti hanno il diritto di dire la propria perché il disastro e la disperazione che colpiscono quotidianamente la mia terra sono ormai mediaticamente CIO' CHE FA NOTIZIA, la gallina dalle uova d'oro. Vorrei solo ricordare che quella gallina significa persone che soffrono, gente che lotta ogni santo giorno per dar da mangiare ai proprio figli. Quella gallina nasconde le lacrime di chi va via, come me, perché incapace di stare a guardare senza riuscire a far niente di concreto. Vorrei dire a chi continua a proporre soluzioni di una superficialità e un cinismo quasi offensivo, che secoli di storia hanno segnato quelle terre, secoli di grandezza, di distruzione e di rinascita. Questo non vuole essere un alibi ma solo la consapevolezza che siamo di fronte ad una situazione complessa che si è radicata nel corso della nostra storia con risvolti sempre più drammatici e che, solo con l'impegno di tutti, napoletani e non, può essere risolta. Se vuole essere risolta...
Di sicuro l'assenza totale di Stato e Istituzioni non aiuta la rinascita e tanto meno aiuta la costante e martellante pubblicità negativa che quotidianamente viene fatta in televisione al Sud in generale e alla città di Napoli  in particolare. Dare la notizia è un diritto ma soprattutto un dovere dei giornalisti, ma specularci su trasformando la disperazione in soldi è vergognoso.
Come è vergognoso rendere spot elettorali la soluzione di problemi che da decenni flagellano inascoltati una terra che chiede aiuto ogni giorno, non solo un mese prima delle elezioni di turno. Tutte le promesse fatte e mai mantenute consolidano la sensazione di abbandono di quella gente; persone come tante, che ogni giorno si impegnano per rendere la propria vita migliore. Persone comuni come se ne trovano a Milano, a Torino, a Reggio Calabria o a Palermo. Persone.